#4- Il lungo percorso verso l’inclusione. Intervista a Francesca Natali

Su Spotify il quarto episodio del podcast De Buris – Il Lusso del tempo.

La quarta traccia sonora è La vinificazione.

Per vinificazione si intende il processo di trasformazione dal mosto al vino.
Quel processo tanto delicato quanto atteso che ci permette finalmente di ottenere il vino.
Negli episodi del podcast abbiamo più volte sottolineato i vari aspetti del tempo inteso come periodo di trasformazione.

Ascolta su Spotify

In questo momento storico, il concetto di trasformazione è di difficile definizione.
Proviamo a sostituirlo con il termine cambiamento, che ci riguarda anche a livello sociale, per cui la necessità di trasformazione può essere sostituita con due termini: inclusione e diversità.

Ne abbiamo parlato con Francesca Natali, Inclusion & Belonging Manager di Golden Goose.

Profilo

Francesca Natali.

Amante della cultura e impegnata per l’inclusione sociale.
Ha lavorato per organizzazioni internazionali e ha iniziato la sua carriera come Corporate D&I experience e Diversity & Inclusion Advisor in BNL BNP Paribas a Roma.
Ha esplorato diversi settori e ruoli, da HR, CSR e Comunicazione, ed oggi è Diversity, Inclusion and Belonging Manager in Golden Goose.

Golden Goose.

«Non vendiamo solo sneakers», racconta Silvio Campara, CEO di Golden Goose, «noi vendiamo tutti i ricordi che si creano camminando nelle nostre scarpe. Oggi indosso questo paio, le ho da ben quattordici anni. Perchè le tengo? Perché ho vissuto talmente tante avventure che non posso più considerarle un semplice capo d’abbigliamento, sono diventate parte della mia storia»


#3- É tempo di cambiare. Intervista al metereologo Luca Mercalli

Su Spotify il terzo episodio del podcast De Buris – Il Lusso del tempo.

La terza traccia sonora è La Pausa. L’Appassimento, una delle fasi più delicate e fondamentali nel procedimento della produzione dell’Amarone.
Affinché l’Appassimento proceda nel migliore dei modi e l’uva raggiunga la condizione perfetta per la pigiatura, è necessario che ci sai freddo. Ma fa ancora veramente freddo?
Il cambiamento climatico è sempre più al centro della nostra quotidianità. Ma spesso ci sono più parole che fatti.
Il meteorologo Luca Mercalli racconta come si trasformeranno i territori nei prossimi anni.
I vigneti? Si spingono sempre più in alto sulle montagne

Ascolta su Spotify

Da inizio anno ha piovuto pochissimo, c’è stato vento, ma i maglioni pesanti li abbiamo abbandonati in fondo all’armadio già da un po’. Quello passato è stato un febbraio senza dubbio particolare. Quattro anni fa nello stesso questo periodo la neve paralizzava i binari fermando la corsa di parecchi treni. Quest’anno invece la siccità ci sta mettendo di fronte a un evidente cambiamento climatico. L’ultima volta che la sorgente del Po era diventata un letto di pietre era il 2017. Anche quest’anno ci siamo vicini. Pensate che anche sui rilievi lombardi manca il 70% del manto nevoso, su quelli veneti qualcosa di meno. Sulle Dolomiti a gennaio si sono toccati +1,2 gradi, mentre l’anticiclone, la massa d’aria calda, che staziona sull’Europa devia le piogge al Sud e sulle isole, come abbiamo potuto vedere dagli acquazzoni. Entro fine mese per evitare una crisi idrica sarebbero dovuti cadere 180 millimetri di pioggia.

Cos’è successo al meteo in questi ultimi dieci anni?

Giulia Taviani Tommasi ha intervistato Luca Mercalli, metereologo

Profilo

Luca Mercalli (Torino, 1966), climatologo, master in scienze della montagna all’Université de Savoie-Mont-Blanc, direttore della rivista Nimbus, presiede la Società Meteorologica Italiana, associazione nazionale fondata nel 1865. Si occupa di ricerca su climi e ghiacciai alpini, insegna sostenibilità ambientale in scuole e università in Italia (Università di Torino-SSST), Svizzera e Francia e la pratica in prima persona, vivendo in una casa a energia solare, coltivando l’orto e viaggiando in auto elettrica. E’ consulente dell’Unione Europea e consigliere scientifico di ISPRA-Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Per RAI ha lavorato a “Che tempo che fa”, “Scala Mercalli” e “TGMontagne” e Rainews24. Editorialista per Il Fatto Quotidiano, ha al suo attivo migliaia di articoli e oltre 2500 conferenze. Tra i suoi libri: Prepariamoci (Chiarelettere), Il mio orto tra cielo e terra (Aboca), Non c’è più tempo (Einaudi), Il clima che cambia (BUR), Salire in montagna (Einaudi) e il libro per bambini Uffa che caldo (ElectaKids).


#2- Il sapore del successo. Intervista al cacciatore di teste Niccolò Calabresi

É on line su Spotify il secondo episodio del podcast De Buris – Il Lusso del tempo.

Questo secondo episodio parte dalla traccia sonora registrata, che descrive L’Accordo, l’Abbinamento.
Non abbiamo voluto intervistare un grande chef, che suggerisse il piatto perfetto per De Buris, ma piuttosto valutare “l’abbinamento” da un punto di vista insolito e accendere la discussione sul lavoro; quali siano le caratteristiche che le grandi aziende ricercano, quali siano le prospettive dei giovani, come siano in evoluzione le tendenze.

Ascolta su Spotify

Nel corso della vita ci troviamo a dover scegliere una quantità infinita di cose.
Cosa mettersi per uscire, cosa mangiare per pranzo, se con il pesce sta meglio il bianco o le bollicine, che percorso scolastico prendere per avere un bel lavoro.
E avere le idee chiare non sempre serve, anzi.  Tutto cambia, perfino il tempo.
Cambiano gli stili, cambia la musica.
Nascono nuovi vini, e perfino nuovi lavori.
Avete presente il motivetto “oggi si studia un lavoro che ancora non esiste”?

Giulia Taviani Tommasi ha intervistato Niccolò Calabresi, amministratore delegato dell’azienda Heidrick & Struggles, leader nella consulenza del lavoro di alto livello, a cui ha chiesto com’è cambiato il mercato del lavoro e qualche interessante suggerimento.

Profilo
Niccolò Calabresi è partner e uno dei responsabile Heidrick & Struggles Italia,e cluster leader per il Sud Europa.

È membro dell’ Industriali Healthcare & Life Sciences, Consumer Markets e Supply Chain & Operations Officers, specializzato in ricerche di top management che vanno da direttore generale, CIO, chief supply chain e procurement officer, direttori vendite e marketing, risorse umane e direttori nei settori dei consumatori, dei trasporti, dell’energia, dell’ automotive, dell’ingegneria e delle costruzioni e delle scienze della vita.

Esperienze
Prima di entrare in Heidrick & Struggles, Niccolò ha lavorato per una società di ricerca esecutiva come associato all’interno della pratica industriale. Ha iniziato la sua carriera come ricercatore associato nella divisione di middle management.


#1 - Ti ho aspettato 10 anni. Intervista al papà di De Buris, Giancarlo Tommasi

É on line su Spotify il primo episodio del podcast De Buris – Il Lusso del tempo.

Il progetto dell’amarone De Buris nasce dalla volontà di migliorarsi giorno per giorno.
Giancarlo Tommasi, enologo che si definisce “tecnico romantico” e membro della famiglia, racconta il suo percorso alla scoperta dell’amore per il vino e per il tempo. Al quale, dice, bisognerebbe prestare maggiore attenzione.
La passione? Necessaria, da affiancare a una regola sacra: c’è sempre qualcosa da imparare.

Ascolta su Spotify

Giancarlo Tommasi – Enologo
Un forte senso di appartenenza al territorio di origine mi spingono a valorizzare il patrimonio vitivinicolo di ogni singola area produttiva con scelte incentrate sul terroir e sulla vinificazione. Rispetto al massimo la tradizione, ma ritengo debba essere esaltata da vini moderni, che possano incontrare il gusto di consumatori sempre più esigenti.

Marito di Francesca, padre di Lodovica ed Elia, Giancarlo coltiva la passione per diversi sport e, cosa fondamentale, è un paziente pescatore.
Costanza, sensibilità, tenacia: sono questi i valori che Giancarlo applica in cantina esattamente come lungo i fiumi.

La cura di ogni aspetto dell’attività produttiva indica bene il pensiero e il metodo di lavoro di Giancarlo Tommasi: dallo studio dei terreni e delle esposizioni, per passare alla scelta del migliore sistema di impianto in base alle caratteristiche del luogo e degli obiettivi.
Fin dal suo ingresso in azienda ha promosso scelte agronomiche green sia nel trattamento delle vigne (per le concimazioni, i diradamenti, le potature, il diserbo e l’irrigazione) sia in fase di vendemmia, ad esempio tramite cernita manuale e raccolta notturna.
Lo stesso avviene in fase di vinificazione, dove preferisce limitare al massimo gli interventi meccanici per privilegiare il più possibile quelli naturali.

In affinamento predilige le botti grandi di rovere di Slavonia che danno maggiore possibilità di evoluzione al vino. Una scelta che rientra bene nella “filosofia del tempo” di Giancarlo, perché queste botti rispettano il vino, lasciando che il prodotto maturi nel modo più tranquillo.


#Ouverture - Potere del Sound design. Il vino diventa musica. Intervista a Giacomo Ceschi

Giacomo Ceschi, sound designer e artista veronese, ha trasformato i dati della colonna meteo posizionata nella parcella De Buris del vigneto La Groletta in musica, permettendo così all’Amarone De Buris 2010 poter essere ascoltato oltreché degustato.
Ma cos’è esattamente un sound designer?
Ce lo racconta lui stesso nell’Ouverture de “Il lusso del tempo”, il podcast De Buris, curato da Giulia Taviani Tommasi, giornalista e voce della quinta generazione Tommasi.

Ascolta su Spotify

Giacomo Ceschi – Artista Sound Designer
Il filo rosso che lega Giacomo alla musica è la sua continua e profonda indagine verso la prima essenza del suono: dopo aver frequentato il corso di musica elettronica presso il conservatorio “Arrigo Pedrollo” di Vicenza, porta avanti la sua visione attraverso live performance, field recording e installazioni interattive. Direttore artistico del Path Festival di Verona, Giacomo viaggia nell’universo della sonorità armonizzando raziocinio e sperimentazione, in un risultato che muta attraverso il tempo, lo spazio e il mezzo.

#TheWineRecord è il primo concept album dove il vino diventa musica.
Giacomo Ceschi ha composto 8 tracce musicali, che uniscono i suoni del ciclo produttivo del vino alla traduzione sonora dei dati metereologici dell’annata 2010, creando così sonorità singolari e inedite.
Le note che ascoltiamo e le note che riecheggiano al palato suonano all’unisono, De Buris 2010 diventa così un’esperienza nuova, estremamente intima e piacevole.
Il suono del Tempo è servito.