#1 - Ti ho aspettato 10 anni. Intervista al papà di De Buris, Giancarlo Tommasi

É on line su Spotify il primo episodio del podcast De Buris – Il Lusso del tempo.

Il progetto dell’amarone De Buris nasce dalla volontà di migliorarsi giorno per giorno.
Giancarlo Tommasi, enologo che si definisce “tecnico romantico” e membro della famiglia, racconta il suo percorso alla scoperta dell’amore per il vino e per il tempo. Al quale, dice, bisognerebbe prestare maggiore attenzione.
La passione? Necessaria, da affiancare a una regola sacra: c’è sempre qualcosa da imparare.

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Giancarlo Tommasi – Enologo
Un forte senso di appartenenza al territorio di origine mi spingono a valorizzare il patrimonio vitivinicolo di ogni singola area produttiva con scelte incentrate sul terroir e sulla vinificazione. Rispetto al massimo la tradizione, ma ritengo debba essere esaltata da vini moderni, che possano incontrare il gusto di consumatori sempre più esigenti.

Marito di Francesca, padre di Lodovica ed Elia, Giancarlo coltiva la passione per diversi sport e, cosa fondamentale, è un paziente pescatore.
Costanza, sensibilità, tenacia: sono questi i valori che Giancarlo applica in cantina esattamente come lungo i fiumi.

La cura di ogni aspetto dell’attività produttiva indica bene il pensiero e il metodo di lavoro di Giancarlo Tommasi: dallo studio dei terreni e delle esposizioni, per passare alla scelta del migliore sistema di impianto in base alle caratteristiche del luogo e degli obiettivi.
Fin dal suo ingresso in azienda ha promosso scelte agronomiche green sia nel trattamento delle vigne (per le concimazioni, i diradamenti, le potature, il diserbo e l’irrigazione) sia in fase di vendemmia, ad esempio tramite cernita manuale e raccolta notturna.
Lo stesso avviene in fase di vinificazione, dove preferisce limitare al massimo gli interventi meccanici per privilegiare il più possibile quelli naturali.

In affinamento predilige le botti grandi di rovere di Slavonia che danno maggiore possibilità di evoluzione al vino. Una scelta che rientra bene nella “filosofia del tempo” di Giancarlo, perché queste botti rispettano il vino, lasciando che il prodotto maturi nel modo più tranquillo.


De Buris: un must drink, raro e desiderato

De Buris Amarone della Valpolicella Classico docg Riserva, brilla tra i prestigiosi rossi del mondo e i grandi classici italiani, si conferma fra i migliori del mondo: un must drink, raro e desiderato.

La community di Vivino, il più grande marketplace digitale del vino, con i suoi 50 milioni di utenti, si è espressa.
Sono state raccolte tutte le recensioni e stilato le liste con i migliori vini di ogni categoria.

De Buris si conferma must- drink della stagione secondo Vivino, e fra i 100 vini migliori del mondo: i più rari, i più desiderati e i più costosi.

Si aggiungono anche per l’annata 2010 i massimi riconoscimenti delle più importanti guide italiane e recensioni ottime dalla più prestigiosa critica straniera, a conferma di un percorso volto esclusivamente alla qualità e all’eccellenza.

De Buris è la potenzialità massima che un singolo vigneto e un terroir, unico per le sue straordinarie qualità, possono esprimere in un vino. – commenta Giancarlo Tommasi, enologo – Mi piace pensare, con soddisfazione e orgoglio, che l’annata 2010 custodisca l’essenza della Valpolicella: De Buris rappresenta la reinterpretazione contemporanea delle tradizioni, delle tecniche ancestrali di lavorazione e al contempo l’eleganza e l’armonia di un’opera o, in altre parole, la bellezza.

PREMI

#Ouverture - Potere del Sound design. Il vino diventa musica. Intervista a Giacomo Ceschi

Giacomo Ceschi, sound designer e artista veronese, ha trasformato i dati della colonna meteo posizionata nella parcella De Buris del vigneto La Groletta in musica, permettendo così all’Amarone De Buris 2010 poter essere ascoltato oltreché degustato.
Ma cos’è esattamente un sound designer?
Ce lo racconta lui stesso nell’Ouverture de “Il lusso del tempo”, il podcast De Buris, curato da Giulia Taviani Tommasi, giornalista e voce della quinta generazione Tommasi.

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Giacomo Ceschi – Artista Sound Designer
Il filo rosso che lega Giacomo alla musica è la sua continua e profonda indagine verso la prima essenza del suono: dopo aver frequentato il corso di musica elettronica presso il conservatorio “Arrigo Pedrollo” di Vicenza, porta avanti la sua visione attraverso live performance, field recording e installazioni interattive. Direttore artistico del Path Festival di Verona, Giacomo viaggia nell’universo della sonorità armonizzando raziocinio e sperimentazione, in un risultato che muta attraverso il tempo, lo spazio e il mezzo.

#TheWineRecord è il primo concept album dove il vino diventa musica.
Giacomo Ceschi ha composto 8 tracce musicali, che uniscono i suoni del ciclo produttivo del vino alla traduzione sonora dei dati metereologici dell’annata 2010, creando così sonorità singolari e inedite.
Le note che ascoltiamo e le note che riecheggiano al palato suonano all’unisono, De Buris 2010 diventa così un’esperienza nuova, estremamente intima e piacevole.
Il suono del Tempo è servito.


Il vino: De Buris Amarone Riserva 2010

Scoprire le potenzialità di un singolo vigneto, di un terroir unico per le straordinarie qualità, che custodisce la storia e le tradizioni della Valpolicella.
Trasformarlo in un vino che, nel rispetto della natura ed in perfetta armonia con il ritmo delle stagioni, rappresenta l’inizio di un rinascimento dell’Amarone.

De Buris Amarone della Valpolicella Classico Docg Riserva 2010

Aprendo gli occhi, un profondo sipario color rubino attrae l’attenzione.
Dell’annata 2010 stupiscono gli ampi toni di di more,
il caffé macinato e l’intensità del cioccolato
sprigionati al naso,
In un ancestrale arpeggio olfattivo che improvvisa nell’abbondanza.
L’entrata in scena, al palato, è pura vitalità,
Il sorso, un coro spontaneo di vivace persuasione.
Una toccante serenata di tannini abbraccia il palato,
In un caldo equilibrio di armonici contrasti.

Il talento di un’annata fresca, rivela eleganza e verticalità,
In uno specchio temporale che riflette le possibilità.
Scandito dalle stagioni,
Il leggero equilibro dato da acidità e mineralità
non interrompe lo spettacolo, ma lo dilata,
in una coda di note che si prolunga gioiosamente
in una sequenza senza fine.

Il protagonista è lui:
l’unico, il solo,
De Buris Amarone della Valpolicella Classico Docg Riserva 2010

Numero di Bottiglie De Buris 2010

8.268 bottiglie da 750 ml

150 bottiglie magnum da 1.500 ml

Riconoscimenti De Buris Amarone della Valpolicella Doc Riserva Docg 2010

Gambero Rosso 3 bicchieri
Wine Spectator 93/100
Doctor Wine 96/100
James Suckling 92/100
Vini Buoni Corona


02.07.2020 De Buris Tour

Un viaggio attraverso i luoghi che compongono De Buris, assieme all’enologo Giancarlo Tommasi e Piergiorgio Tommasi.
Un selezionato gruppo di clienti ha potuto immergersi nel lusso del tempo di De Buris: dal vigneto, passando per Villa De Buris, e concludendo nella magica atmosfera di Piazza dei Signori nel cuore di Verona al Caffè Dante Bistrot per una cena condotta dal direttore Giampaolo Spinelli.


Vinificazione

Scoprire le potenzialità di un singolo vigneto, di un terroir unico per le straordinarie qualità, che custodisce la storia e le tradizioni della Valpolicella.

Trasformarlo in un vino che, nel rispetto della natura ed in perfetta armonia con il ritmo delle stagioni, rappresenta l’inizio di un rinascimento dell’Amarone.


Annata 2009

De Buris 2009
AMARONE DELLA VALPOLICELLA CLASSICO DOC RISERVA
Corvina 65% Corvinone 24% rondinella 5% oseleta 6%

Germogliamento 2 aprile. Fioritura 22 maggio. Allegagione 1 giugno. Invaiatura 10 agosto.

L’andamento stagionale del 2009 è stato caratterizzato da un autunno e un inverno piuttosto rigidi, con abbondanti precipitazioni. La temperatura media di marzo, leggermente più alta della media, ha causato un anticipato. Lo sviluppo vegetativo è proseguito velocemente nei mesi primaverili e la stagione è proseguita all’insegna del bel tempo. Il mese di settembre ha registrato ottime escursioni termiche fra il giorno e la notte, garantendo un adeguato accumulo di metaboliti secondari, necessari all’innalzamento della qualità finale dell’uva, e un periodo vendemmiale ottimo.

VIGNETO
La Groletta, comune di Sant’Ambrogio di Valpolicella: estensione totale 10 ettari, selezione delle uve nella parcella di 1,9 ettari e da circa 0.50 ha del cru La Groletta altitudine 300 metri sopra il livello del mare esposizione sud ovest, i vigneti si affacciano sul lago di Garda.

Caratteristiche del terreno:
argilloso e calcareo, di medio impasto con medio scheletro ph 7-7,5.
terreno con scarsa copertura vegetale, povero di materia organica e ricco di calcare, potassio e calcio, e con basse concentrazioni di magnesio e ferro.
Sistema di allevamento guyot con una densità di impianto di 6500 ceppi per ettaro
età media delle vigne 30 anni, resa per ettaro 60 quintali per ettaro con resa al 40% in vino

VENDEMMIA E APPASSIMENTO
Selezione manuale dei migliori grappoli a partire dal 10 settembre, che sono stati posti in cassette da 7 kg ciascuna e successivamente deposti singolarmente su graticci di bambù per l’appassimento. Le uve sono state lasciate essiccare per 110 giorni nel fruttaio dedicato, dove un sistema di ventilazione mantiene un flusso d’aria costante ed una bassa percentuale di umidità.

VINIFICAZIONE, AFFINAMENTO
Dopo un’ulteriore cernita delle uve al termine dell’appassimento,
a gennaio è stata effettuata la pigiatura, seguita da una breve criomacerazione per 10 giorni circa. la fermentazione è avvenuta lentamente per 30 giorni in tini di rovere, utilizzando esclusivamente lieviti indigeni. la fermentazione malolattica è stata effettuata una volta durante il primo anno di invecchiamento in botti di rovere di Slavonia. Il vino ha proseguito l’affinamento per 5 anni nelle botti di rovere da 15/30hl dell’antica cantina di Villa De Buris, dove ha proseguito il riposo in bottiglia.

NOTE DI DEGUSTAZIONE
Colore rosso rubino, vivace e profondo: al naso è teso e finissimo, con aromi di amarene e ciliegia scura, che si evolvono dalle spezie alla fava di cacao. All’assaggio sprigiona la sua personalità con un ingresso in bocca dinamico, dalla tessitura finemente vellutata e con una bella verticalità. Nonostante la consistenza importante, non si avverte mai la sensazione di peso, ma il sorso è sereno, armonioso, sospeso, che pare sfidare il tempo e si chiude in un finale interminabile.

Giancarlo Tommasi, Enologo.

De Buris 2009 è stato prodotto in 6739 bottiglie e 248 magnum.

 

Scheda Tecnica

Appassimento

L’Amarone De Buris, prima di essere un vino è soprattutto un metodo.

Tutto ruota intorno all’appassimento, reso possibile dalle spesse bucce delle uve autoctone e necessario per concentrare e sublimare i loro aromi. Centodieci giorni di appassimento, anche in questo caso un Tempo che doniamo alle uve e che ci tornerà moltiplicato nel bicchiere vestito di ricchezza, complessità e profondità.

Aspettare a volte è la parte più difficile.

De Buris 2009 è stato prodotto in 6739 bottiglie e 248 magnum.

Scheda tecnica


Custodi del tempo

Una famiglia e un’azienda che lavorano per il presente e il futuro del vino italiano: Tommasi rappresenta la storia dell’Amarone, della Valpolicella e non solo.
Con 6 tenute vitivinicole in 5 regioni d’italia, Tommasi Family estates ha l’obiettivo di creare grandi vini valorizzando territori vocati all’eccellenza.

Quattro generazioni di pionieri, esploratori, precursori e soprattutto visionari, attenti al valore della qualità in ogni fase produttiva, rispettosi dei procedimenti classici e tradizionali ma aperti alla moderna sperimentazione.

lo stesso progetto De Buris rientra in questa filosofia:
un vino, un luogo e un patrimonio da condividere con il mondo. per celebrare il tempo.

https://www.deburis.it/it-IT/capitolo/il-tempo-de-buris


Le uve

De Buris 2009 possiede l’equilibrio ideale, dove la potenza esuberante dei tannini e la polposità del frutto sono bilanciate ed esaltate dalle note aromatiche e dalla freschezza. Immaginate il famoso andante del concerto n. 21 di Mozart, quando il tappeto orchestrale, solo apparentemente semplice, sostiene un pianoforte rarefatto e poetico per un insieme sempre cangiante e di struggente bellezza.

Così è de Buris: una struttura di fondo elegante e discreta, figlia dell’appassimento, che mantiene alta la tensione e sostiene un rincorrersi quasi cantato di note fruttate e speziate. Il risultato è un vino sfaccettato, profondo, armonioso ma facilmente comprensibile, sempre diverso, per non stancare mai. Una nuova interpretazione per un amarone contemporaneo, figlio di un luogo speciale e di una rara intuizione dove l’insieme, come in un grande concerto, è maggiore della somma delle parti ed ogni sorso è un attimo di sospensione.

Scoprire le potenzialità di un singolo vigneto, di un terroir unico per le straordinarie qualità, che custodisce la storia e le tradizioni della Valpolicella. Trasformarlo in un vino che, nel rispetto della natura ed in perfetta armonia con il ritmo delle stagioni, rappresenta l’inizio di un rinascimento dell’amarone.

De Buris 2009 è stato prodotto in 6739 bottiglie e 248 magnum.

Scheda tecnica


Il vino

Giancarlo Tommasi ha vissuto la crescita e la realizzazione dell’Amarone della Valpolicella Classico doc Riserva 2009 in modo così vicino e personale da renderlo un pensiero fisso ora realizzato:
“Con De Buris 2009 abbiamo vissuto dieci anni di attenzioni costanti e ossessive.
Scoprire le potenzialità di un singolo vigneto, di un terroir unico per le straordinarie qualità, che custodisce la storia e le tradizioni della Valpolicella.
Trasformarlo in un vino che, nel rispetto della natura ed in perfetta armonia con il ritmo delle stagioni, rappresenta l’inizio di un rinascimento dell’Amarone”.

De Buris 2009 possiede l’equilibrio ideale, dove la potenza elegante dei tannini e la polposità del frutto sono bilanciate ed esaltate dalle note aromatiche e dalla freschezza.
Una struttura di fondo elegante e discreta, figlia dell’appassimento, che mantiene alta la tensione e sostiene un rincorrersi quasi cantato di note fruttate e speziate. Il risultato è un vino sfaccettato, profondo, armonioso ma facilmente comprensibile, sempre diverso, per non stancare mai.
Una nuova interpretazione per un Amarone contemporaneo, figlio di un luogo speciale e di una rara intuizione dove l’insieme, come in un grande concerto, è maggiore della somma delle parti ed ogni sorso è un attimo di sospensione.

De Buris 2009 è stato prodotto in 6739 bottiglie e 248 magnum.

Scarica la Scheda Tecnica

Riconoscimenti De Buris Amarone della Valpolicella Doc Riserva Doc 2009

Robert Parker 95
Vinous 95
Falstaff 95
Wine Spectator 94
Wine & Spirits 94
Meiningers 94
James Suckling 93
Gambero Rosso 3 bicchieri
Bibenda 5 grappoli
Merano Platinum
Doctor Wine faccino
Vitae 4 viti

Scarica pdf Awards

La Groletta

Eccolo il vigneto: siamo nella parte più alta del vigneto La Groletta, a 250 metri di quota, con rese molto basse è da sempre considerata una zona privilegiata per la qualità delle uve. Il posto migliore per far nascere un sogno: guardando il Lago di Garda ma protetti dai Monti Lessini, in posizione ideale, perché il microclima deve essere perfetto.
Il suolo, poi, è magro e fresco, strada maestra per raggiungere quell’ideale di qualità che ha guidato il nostro progetto.
Un percorso di crescita avviato più di vent’anni fa dalla Famiglia Tommasi, fra i protagonisti della storia dell’Amarone e della Valpolicella e che con la quarta generazione, finalmente si realizza. Tutto ruota intorno ai centodieci giorni di appassimento, un Tempo per le uve che tornerà moltiplicato nel bicchiere vestito di ricchezza, complessità e profondità, dopo cinque anni di affinamento e riposo in botti grandi di rovere di Slavonia.
«La stagione 2009 è trascorsa all’insegna del bel tempo, un’annata che resterà nella memoria del nostro territorio. Dieci anni di attenzioni costanti e ossessive, dalla vendemmia alla commercializzazione.
Dieci anni in cui ci siamo presi, di anno in anno, tutto il Tempo per capire, le uve, il vino e fare le scelte giuste per aggiungere alla grandezza dell’Amarone bevibilità e d’eleganza, per dare inizio al rinascimento sostenibile di questo vino».

Giancarlo Tommasi, enologo.

Lo straordinario non può nascere dall’ordinario.